Vai al contenuto

Motu proprio “Spiritus Domini”: comunicato dell’associazione Donne per la Chiesa

Come associazione Donne per la Chiesa abbiamo letto con attenzione il Motu Proprio di Papa Francesco. Esprimiamo soddisfazione perché vediamo in questo gesto del Papa, che ha di fatto modificato il diritto canonico rendendolo più inclusivo, una volontà di cogliere gli inviti provenienti dagli ultimi due sinodi e anche di mettersi in ascolto dell’azione di noi donne credenti, che in tutto il mondo ci impegniamo per promuovere una Chiesa più giusta, una Chiesa dell’uguaglianza di tutti i battezzati. E ne siamo grate.

Siamo ben consapevoli che per molti contesti si tratta della ratifica di una prassi pluridecennale, ma innanzitutto riteniamo significativo il passaggio da una concessione a un diritto e, in secondo luogo, siamo avvertite che non in tutto il mondo l’accesso delle donne all’altare era finora permesso. Per questo confidiamo che la riforma apra alle donne di tutto il mondo maggiori spazi di espressione della propria vocazione, spiritualità, discernimento. Soprattutto speriamo che si creino le condizioni perché le donne possano esercitare con sempre maggiore autorità il ministero della predicazione, che è così connaturato alla vocazione battesimale.

Siamo però consapevoli di trovarci appena all’inizio di un lungo cammino che la Chiesa deve compiere per fare giustizia di millenni di subalternità, misoginia, umiliazione e violenza contro le donne. Siamo fiduciose che il Papa e la Chiesa gerarchica tutta intendano questo come un primo passo a cui farne seguire presto altri.

A noi, in particolare, indica un metodo di lavoro: ovvero che occorre agire ora il cambiamento, vivere ora la Chiesa che vogliamo, sapendo che “la realtà è superiore all’idea” (come dice lo stesso Papa Francesco) e che le ratifiche arrivano e arriveranno sempre dopo.

Ci sentiamo quindi incoraggiate e rafforzate da questo documento nel nostro impegno per costruire una Chiesa nella quale figlie e figli siano accolti e possano far fruttare i propri talenti, con la stessa dignità e pari diritti.

11 pensieri su “Motu proprio “Spiritus Domini”: comunicato dell’associazione Donne per la Chiesa

  1. Rosaria

    Sono d'accordo, la mia riflessione è che non bisogna accontentarsi della prassi ma adoperarsi attraverso lo studio, la preghiera e l'azione per costruire la Chiesa. Perché in virtù del battesimo ricevuto è nostro dovere/diritto.

    Rispondi
  2. Rossella manganelli

    Condivido l articolo....nel mio piccolo sto già cercando di far risaltare l importanza e la bellezza che il ruolo della donna sia basilare per l immagine di una Chiesa rivolta a testimoniare il volto di Gesù. Il gesto del papa lo ritengo importante perché mi dà la forza di continuare il cammino iniziato e superare gli ostacoli che incontro.

    Rispondi
  3. Rossella Manganelli

    Condivido l'articolo....nel mio piccolo sto già cercando di far risaltare l'importanza e la bellezza di quanto il ruolo della donna sia basilare per l'immagine di una Chiesa rivolta a testimoniare il volto di Gesù. Ritengo importante il gesto del Papa perché mi da la forza di continuare il cammino iniziato e superare gli ostacoli che incontro.

    Rispondi
  4. Gianfranco Monaca

    La prassi crea il diritto e non il contrario. Segnalo il recente libro di Luigi Ciotti "L'amore non basta" e quello di Luigi Berzano "Un altro Gesù. Il tempo e le parole di un uomo"

    Rispondi
  5. Marinella Signaigo

    Sono molto contenta del "Motu proprio'" di papa Francesco.
    Resta il fatto che per le donne ogni passo è una dura - e sempre tardiva - conquista.
    Motivazione sostanziale a procedere con costante determinazione.
    In modo pacifico ma esigente.

    Rispondi
  6. giulia uberti

    Condivido pienamente la lettera dell'Associazione Donne della Chiesa. E' necessario continuare, con pazienza, ad assumere ruoli e iniziare a prende spazi per un cammino condiviso nella Chiesa in forza del nostro battesimo. Il mondo é cambiato, la Chiesa (intendo gerarchia ecclesiastica) sembra non riuscire a mettersi al passo, anche dopo anni dal Concilio Vaticano II.
    Giulia

    Rispondi
  7. Giuliana Babini

    OK al riconoscere ciò che già si fa in certi luoghi e in altri ha bisogno di incentivi, ma io non credo che la maggiore istituzionalità serva ad un rinnovamento profondo della Chiesa come popolo di Dio ed a un approfondimento della funzione sacerdotale di tutti i credenti e di quella specifica del presbiteri: troppe cose secondarie continuano a riempire i cammini di fede e impediscono che risplenda la glora dell'essenziale. Siamo noi tutti la casa di Gesù Cristo, figlio di Dio, se conserviamo la libertà e la speranza.

    Rispondi
  8. Maria

    Sono consapevole di come il ruolo della donna sia indispensabile nella costante procreazione di nuovi figli e figlie di Dio e senza il quale ciò non potrebbe ..... per bene addivenire.

    Rispondi
  9. Anna

    Sono contenta che finalmente stiamo parlando di diritti e non di concessioni. Prepariamoci con impegno a questo eventuale evento storico. Non dobbiamo trovare impreparate. Sentiamoci per meglio organizzarci. A presto. Anna lipes

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *