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di Tina Beattie

Penso sempre che il senso dell'umorismo sia la virtù teologale più trascurata. Che siano benedetti i 500 (o giù di lì) preti celibi che hanno firmato una lettera a sostegno di Humanae Vitae. È un po' come se qualcuno che non sa nuotare, leggendo un manuale di nuoto, poi si tuffasse nella parte più profonda di una piscina pensando di essere diventato un nuotatore olimpico.

Cari Reverendi (è il titolo che prediligono), sono sicura che aveste buone intenzioni e chiaramente avete passato molto tempo a pensare "all'atto sponsale", ma in quanto donna che è sposata da quarantatre anni, madre di quattro figli, nonna di due e con un terzo in arrivo, non sono sicura che abbiate capito. Infatti, lungi dal voler litigare con le vostre nobili fantasie, potete davvero dire senza riserve che la Humanae Vitae fosse corretta quando predisse che “se la contraccezione artificiale si diffondesse e fosse comunemente accettata dalla società, avremmo perso la nostra corretta comprensione dell matrimonio, della famiglia, della dignità del bambino e delle donne e anche un giusto apprezzamento del nostro corpo e del dono del maschio e della femmina. Il Santo Padre ha avvertito che i governi avrebbero iniziato a utilizzare metodi coercitivi per controllare ciò che è più privato e intimo " ?

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Ci siamo incontrate  ieri a Cagliari, nei locali della Parrocchia di San Sebastiano, tredici donne di diversa provenienza e diversissima esperienza. Il clima è stato da subito semplice, spontaneo, di ascolto ed empatia e questo ci ha permesso di rendere denso anche il poco tempo che avevamo a disposizione. ...continua a leggere "Notizie dal territorio: Cagliari"

di Paola Cavallari
Tratto da: Adista Segni Nuovi n° 18 del 19/05/2018

“Sì, facciamo autocritica”: è un nucleo semantico minimo, ma che nella sua asciuttezza dischiude un capovolgimento nella storia delle religioni (è bello sperarlo!). Era contenuto nella risposta che don Cristiano Bettega (team CEI) esprimeva il 2 maggio alla fine dell’incontro “Violenza contro le donne e religioni. Si muovono le chiese? Si muovono gli uomini?”. Gli faceva da controcanto la fierezza, quasi protesta “virile” (è il caso di dirlo) del padre ortodosso Trandafir Vid: «La nostra macchina funziona bene così com’è!».

...continua a leggere "VIOLENZA CONTRO LE DONNE E RELIGIONI: L’ AUTOCRITICA PARTE DAL VANGELO "

di Paola Cavallari

Tratto da: Adista Segni Nuovi n° 12 del 07/04/2018

Sta decollando il #ChurchToo in Italia? Certo ciò non si può prevedere, come non era prevedibile il ciclone del #metoo, madre di tutte le rivolte femministe del XXI secolo. Nel novembre 2017, la rivista Time è uscita con la titolazione “The Religious Community Is Speaking Out Against Sexual Violence With #ChurchToo”. Ma l’ondata non è stata molto avvertita in Italia. ...continua a leggere "Violenza di genere nella Chiesa. E se decollasse #ChurchToo?"

di Gruppo Rut-parrocchia Ascensione del Signore- Torino

 "Sono anni che ci battiamo perché alla donna venga riconosciuta pari dignità. Non abbiamo paura di dichiararci sostenitrici di un rinnovato linguaggio di genere, convinte che attraverso il linguaggio si veicola un modo di pensare  e di comprendere la donna. Basterebbe poco: sottoporsi ad una regola grammaticale che può essere destrutturata e ristrutturata diversamente. ...continua a leggere "Almeno non chiamateci “uomini”"

di Maria Ilaria de Bonis

Se la condizione dei laici nella Chiesa migliora, necessariamente migliorerà anche quella delle donne. Un tempo l’espressione usata era donna, uguale laico al quadrato; oggi questa metafora matematica si arricchisce di qualche sfumatura in più. A parlarcene sono due teologhe: Marinella Perroni e Simona Segoloni Ruta, entrambe del Coordinamento teologhe italiane.

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di Maria Ilaria de Bonis

pubblicato su "In caritate" bollettino delle suore elisabettiane

La violenza si ripete ma non è mai la stessa. Man mano che diventa più visibile e manifesta, si fa anche più subdola e perversa. Specialmente quella contro le donne.

E’ uno degli aspetti meno indagati della violenza di genere ed è però giunto il momento di sviscerarlo. ...continua a leggere "Violenza contro le donne: uscire dalla dinamica vittima-aggressore"

di Rita Torti

(da Esodo n. 4/2017)

La relazione fra i presbiteri e le donne, che attraversa tanto i rapporti personali quanto le dinamiche allargate all’interno della comunità, è soggetta a numerose variabili, a una pluralità di condizionamenti legati alla cultura, alle situazioni concrete e anche al mutare della comprensione teologica e pratica del ministero e della sua collocazione rispetto all’insieme della chiesa.

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di Rita Torti

(da Presbyteri n. 9/2015)

Una normale riunione in parrocchia, un incontro associativo, una conversazione casuale… indipendentemente dall’occasione e dall’argomento, molte volte ho visto svilupparsi senza preavviso un’istantanea e bruciante vampata: “Sì, con il maschilismo che c’è nella Chiesa…”, “Ah, beh, visto come i preti considerano le donne…” “Non sai cosa avrei da raccontare su come ci trattano, meglio che non cominciamo neanche”. ...continua a leggere "Dialogo tra donne e preti nella Chiesa: risorse, problemi, prospettive."

di Maria Ilaria de Bonis
Maria è tutt’altro che una figura docile ed obbediente, così come è stata rappresentata nella storia della cristianità. A parlarci della «forte carica eversiva di Maria» è Adriana Valerio, teologa, docente di Storia del cristianesimo e delle chiese alla Federico II di Napoli, a capo del progetto internazionale e interconfessionale “La Bibbia e le donne", i cui volumi sono editi in italiano dalla casa editrice Il Pozzo di Giacobbe.

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