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di Paola Cavallari

in “Esodo” n. 4 del dicembre 2018

  1. «Quell'uomo là dice:/ una donna deve essere aiutata a salire in carrozza/ e sollevata sopra i fossi/ e avere i posti migliori ovunque./ Nessuno mi ha mai aiutato a salire in carrozza/ ed a attraversare pozzanghere fangose/mi ha dato il posto migliore./ Non sono una donna?/ Guardatemi!/ Guardate il mio braccio!/ Ho arato e seminato/ e raccolto nei granai/ e nessun uomo poteva superarmi./ Non sono una donna?/ Potevo lavorare come un uomo/ e mangiare altrettanto/ quando potevo averne/ e sopportare la frusta altrettanto bene./ Non sono una donna?/ Ho partorito tredici figli/ e li ho visti quasi tutti venduti in schiavitù/ e quando ho gridato l'angoscia di una madre/ soltanto Gesù mi udì./ Non sono una donna?/ quel piccolo uomo in nero là dice:/ una donna non può avere gli stessi diritti di un uomo,/ perché Cristo non era una donna» (E. S. Fiorenza). È una ex schiava afro-americana - Sojourner Truth - che parla.

...continua a leggere "“Neanche io ti condanno”"

(comparso su "Noi, famiglia e vita" inserto di Avvenire, marzo 2019)

Ho sperimentato l’attesa e anche la perdita di un figlio a lungo sognato, nelle prime fasi di una gravidanza, so cosa significa quando il desiderio di generare prende tutte le fibre del nostro essere e diventa quasi ossessivo. È un desiderio che ci chiama dalle profondità di noi stesse, ci chiama perché sentiamo che è il nostro momento di dare la vita, di partecipare all’opera creatrice di Dio e tutto di noi è proteso in quella direzione: siamo pronte a farlo… e invece non ci riusciamo. ...continua a leggere "Una vita per la vita? Solo una madre sa"

Nella Chiesa quelle che vengono definite famiglie numerose (dai tre figli in su) sono sempre state portate come esempio, per la loro “coraggiosa apertura alla vita”, perché i figli sono una benedizione di Dio e “beato l’uomo che piana ne ha la faretra”… tutto bello e giusto dato che fare figli oggi è una scelta azzardata, che può costare molto e basti pensare a quante famiglie scendono al di sotto della soglia di povertà quando arriva un bambino in più. Per questo se ne fa anche una bandiera per battaglie politiche, giuste o meno, e si portano in giro per le Diocesi a fare testimonianze, utilizzando i figli come biglietti da visita: “madre di quattro”, “padre di cinque” e così via.

...continua a leggere "Dimmi quanti figli hai e ti dirò che cristiano sei"