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di Raphael Rauch (tratto da Kath.Ch, originale qui )

Oggi è il giorno della diaconessa - nel giorno della commemorazione di Santa Caterina da Siena. È vero che Santa Caterina era una donna particolarmente audace e ribelle?

Peter Hünermann: Era una donna credente e la fede abbatte i cliché comportamentali così come le barriere linguistiche! 

Negli anni '90 lei ha organizzato a Hohenheim una conferenza molto apprezzata sul diaconato delle donne con un messaggio chiaro: ci sono abbastanza precedenti storici che rendono possibile il diaconato delle donne. Cosa è successo dopo la conferenza?

Hünermann: In precedenza avevo presentato un rapporto sul diaconato delle donne al Sinodo di Würzburg. È stato inviato insieme ad altri due rapporti del Sinodo a Roma. La risposta non è arrivata fino ad oggi. Negli anni '90 a seguito del congresso c’è stata la fondazione della rete "Diaconato delle donne". Abbiamo poi tenuto due corsi in cui abbiamo offerto una formazione adeguata alle donne. Abbiamo fatto tutto ciò che era possibile secondo la legge della chiesa.

Le donne supponevano che presto sarebbero state ordinate come diaconi. Cosa hanno imparato durante la formazione?

Hünermann: Solo le questioni ecclesiastiche erano escluse, come gli esercizi con la stola, l’introduzione al diritto canonico applicabile ai diaconi. Ma includeva la predicazione diaconale, un progetto diaconale di accompagnamento nella parrocchia di origine, la corrispondente introduzione a una teologia della diaconia, eccetera.

Perché il diaconato delle donne è importante per lei?

Hünermann: Il nostro obiettivo è una chiesa diaconale. La chiesa diaconale ha bisogno di uomini e donne come diaconi. Si tratta di lavorare su compiti che trascendono la vita della parrocchia e di conquistare volontari per mantenere vivo lo spirito diaconale e promuoverlo. È uno scherzo che circa l'80% del lavoro diaconale-caritativo è fatto da donne - ma le donne non possono diventare diaconi.

Il tema del diaconato per le donne è stato chiarito scientificamente - e ora è solo una questione di decisione politica?

Hünermann: Non è semplicemente una decisione politica. È una decisione che riguarda la natura della Chiesa. La chiesa che non è chiesa diaconale è una non-cosa, un pezzo di legno.

Papa Francesco ha nominato una nuova commissione di studio sul diaconato delle donne. Si tratta solo del ruolo storico della diaconessa - o anche di soddisfare le richieste del Sinodo dell'Amazzonia? Nel documento finale del Sinodo dell'Amazzonia le donne diacono non appaiono, ma durante il Sinodo la richiesta fu sollevata più volte.

Hünermann: Naturalmente si tratta di tenere presenti ambienti e situazioni pastorali così diverse dal bacino amazzonico a Manhattan o la situazione a Cuba, Guatemala o Doha.

Cosa dite ai conservatori che temono che con il diaconato delle donne arrivi anche l'ordinazione delle donne preti?

Hünermann: La paura non è mai stata una buona consigliera!

Una sua studentessa fa parte della commissione - la teologa di Friburgo Barbara Hallensleben. Sei ancora in contatto con lei?

Hünermann: Certo. Abbiamo parlato al telefono di recente.

Come si comporterà la signora Hallensleben a Roma?

Hünermann: È una teologa che lavora in modo molto indipendente e che argomenta in modo estremamente coscienzioso. Nel semestre invernale ha tenuto un seminario sul diaconato delle donne. Per questo aveva invitato un partecipante del nostro primo corso di diaconato e me ad una conferenza Zoom a più voci. Gli studenti erano molto entusiasti, come mi ha detto più tardi. 

I cattolici liberali sono infastiditi da Manfred Hauke, professore di dogmatica a Lugano, anche lui membro della commissione sul diaconato voluta da Papa Francesco. Nel 1995, ha scritto: "La natura maschile in particolare è più diretta verso il dominio del mondo esterno che quella delle donne". Ti viene in mente qualcosa di positivo da dire su Manfred Hauke?

Hünermann: È un cristiano battezzato! Il padre benedettino Angelus Häussling di Maria Laach diceva sempre ai novizi nel suo primo discorso da novizio: "Non puoi diventare più che un cristiano battezzato!

Papa Francesco si nasconde dietro le commissioni per non dover decidere nulla?

Hünermann: in questo periodo Papa Francesco ha preso molte decisioni sul diritto canonico. Un uomo come lui non si nasconde. Pensate al recente viaggio in Iraq.

Lei ha 92 anni. Vivrà ancora quando ci sarà il diaconato per le donne?

Hünermann: Questo mi piacerebbe molto!

Il sacerdote Peter Hünermann (92) è professore emerito di dogmatica all'Università di Tubinga. Ha una vasta cerchia di studenti - tra cui due donne che si occupano in vario modo di politica della chiesa: la dogmatica di Friburgo Barbara Hallensleben e Claudia Lücking-Michel, la vicepresidente uscente


di Lisa Koetter (co-fondatrice di Maria 2.0)

La professoressa Johanna Rahner, presidente del Katholisch- Theologischen Fakultätentag (KThF), ha detto in un forum delle donne nella diocesi di Rottenburg-Stuttgart che chiunque non sostenga la parità di diritti per le donne nella Chiesa è un razzista.

 Immediatamente ci sono state forti reazioni da destra e da sinistra. Il vescovo Oster ha parlato di "sfacciataggine" e da parte sua ha accusato i sostenitori della parità di diritti nella Chiesa cattolica tedesca di guardare la chiesa universale dall'alto in basso. I commentatori di mentalità liberale hanno suggerito che la misoginia non è razzismo.

 Una definizione comune di razzismo è:

"Il razzismo è una dottrina che fa una distinzione gerarchica tra le persone. La base di questa distinzione sono le caratteristiche biologiche, che si pensa siano essenziali per le prestazioni sociali e culturali e per il progresso sociale".

 Secondo questa definizione, anche la misoginia sarebbe classificata come razzismo.

Tuttavia, ai nostri giorni impariamo che il razzismo è sempre diretto contro coloro che storicamente appartengono al gruppo discriminato, ma non al "gruppo dominante".

La Chiesa romana è razzista nel modo in cui insegna e agisce? La Chiesa romana è molte cose: misogina, omofoba, monarchica, antidemocratica, sessista, arretrata. Ma razzista? Non stanno tutti aspettando che il prossimo papa abbia un colore di pelle più scuro? Il cardinale Müller e il cardinale Sarah non stanno forse lavorando fianco a fianco sul loro concetto romano di "salvezza"? Non ci vogliamo tutti bene, indipendentemente dalla parte del mondo da cui proveniamo noi o i nostri antenati?

 Ma basta!

Chi chiede l'uguaglianza dei diritti per tutti nella Chiesa cattolica, sente subito dagli oppositori dell'uguaglianza dei diritti un argomento che, sempre con un gesto paternalistico, si riassume in una parola: chiesa universale!     

Poi segue la spiegazione, qualcosa del genere:

Oh voi donne emancipate dell'Europa occidentale, voi con la vostra educazione e la vostra libertà, con il vostro accesso alle migliori cure sanitarie, alla cura dei bambini, alle opportunità di carriera.... Le donne del sud del mondo, nei paesi più poveri, non sono come voi. Meno istruite, con molti figli, strettamente legate alle loro famiglie, vincolate dalla tradizione - hanno preoccupazioni completamente diverse.

E sempre, SEMPRE si parla dell'Africa.

 E questo è ovviamente razzista.

Ricordo come un prete, che a volte era ospite a casa dei miei genitori nei primi anni '70, sosteneva che "gli africani sono molto più capaci di soffrire degli europei". Naturalmente, continuava il signore "colto", questo era anche perché "non conoscono altro. Servono e soffrono...". Ecco perché "la schiavitù non era così male. Le persone stavano spesso meglio dei N... in America. Avevano solo bisogno di qualcuno che dicesse loro cosa fare...".

 Questo è l'atteggiamento mentale che non sfugge più alle labbra dei governanti che si aggrappano allo status quo, ma che sonnecchia nelle profondità Biedermeier dell'argomento chiesa mondiale.

 A proposito, un missionario di Steyl che ha vissuto in Congo per molti decenni era molto diverso. Ci ha parlato del suo desiderio di uguaglianza incondizionata nella Chiesa romana. Disse che, secondo lui, le donne portano quasi esclusivamente la responsabilità della società e della Chiesa in Africa. Le donne non solo la portano, ma sono anche quelle che la plasmano. Se ci fossero uguali diritti per loro, ci sarebbero paesi prosperi. Ma devono costantemente lottare contro l'impotenza della loro posizione. Contro lo sfruttamento sessuale, contro un'educazione insufficiente per loro stesse e per i loro figli, contro l'autoimportanza dei loro mariti o dei preti che vogliono governare ma non aiutano veramente a far andare avanti la vita. Sono ostacolate da tradizioni che le escludono dalle decisioni e cementano la loro mancanza di diritti. Il vecchio missionario diceva che sarebbe una spinta incredibile se alle donne venisse finalmente concesso ufficialmente dall'ufficio ciò che già sono: le artefici della vita sociale e religiosa.

 Il sottotesto nella parola "chiesa universale" è che alle donne del "sud globale" non importa "tanto" il fatto di non avere pari diritti, essere sfruttate, essere escluse dalle decisioni, dalle nomine o dagli uffici, essere patrocinate, ecc. Il fatto che a Roma, per esempio, ci siano donne del "sud globale" non fa alcuna differenza.

Il fatto che a Roma si sappia da tempo, per esempio, che le suore "del sud globale" sono abusate dai preti, che le gravidanze che ne derivano sono interrotte da aborti forzati, che alcune superiore conoscono e permettono queste cose, ecc. non ha costretto nessuno degli alti signori della chiesa a Roma e altrove a cambiare qualcosa su questa situazione senza legge e indifesa delle donne e nemmeno a denunciarla ad alta voce. Fratelli nella nebbia anche qui... 

Solo una donna europea, Doris Reisinger, doveva venire a mettere il dito nelle piaghe della violenza sessuale, che lei stessa aveva subito da suora per mano di un prete. Doveva scrivere un libro per svegliarci tutti.

 Papa Francesco, interrogato dai giornalisti su un volo sugli abusi sessuali di suore religiose da parte di preti, ha ammesso senza mezzi termini che ne era a conoscenza.

E perché, PERCHE' non si fa questo, che sarebbe l'unico e duraturo modo per togliere il terreno da questi disgustosi crimini: proclamare pari dignità e pari diritti per tutti gli esseri umani, senza se e senza ma, anche e soprattutto all'interno della Chiesa romana!

 Questo non avviene perché ciò che il prete degli anni Settanta ha diffuso intorno alla nostra tavola familiare in termini di sentimenti razzisti profondamente radicati è ancora nelle ossa misogine e razziste di molti alti e meno alti signori della chiesa:

Che le donne comunque, ma in particolare quelle con la pelle scura, sono capaci di soffrire.

E che non hanno altra scelta. Le Eva di questo mondo.

di Maria Teresa Milano

Ho letto d’un fiato l’ultimo libro di Paola Lazzarini, lucido, chiaro, sincero, senza fronzoli né facili buonismi. Non mi occupo di questi temi dal punto di vista professionale, quindi non entrerò nel merito dei contenuti, ma vorrei riprendere una bella immagine che credo racconti qualcosa di noi aldilà del tempo, dello spazio e di qualsivoglia comunità religiosa. Alle pp. 42-43 si legge in merito alle relazioni tra donne:

C’è una qualità nel sostenersi che non si rinviene altrove […] Lo fanno ascoltando per ore l’amica che sta vivendo una dolorosa separazione, accompagnandosi l’un l’altra in ospedale per esami impegnativi, testimoniando in tribunale, vegliandone i figli: è una catena invisibile ai più, che quando si svela – per caso o per necessità – emana una luce fortissima.

È un’immagine profondamente vera e io stessa mi sento parte di questa rete in cui si condivide la vita, con la trasmissione dei saperi più semplici, l’ascolto senza giudizio, i consigli e l’aiuto concreto. Si tratta di un’antica pratica femminile che si scorge già nella Bibbia, in cui tra le mille sfumature dell’essere donna e le mille situazioni della vita, anche le più impossibili, ritroviamo alcune storie di forti legami femminili. 

Penso a Ruth e Noemi, nuora e suocera unite da un affetto profondo e da un senso di lealtà fuori dal comune. Insieme vivono il lutto e il dolore per la perdita dei mariti, insieme si mettono in cammino verso Betlemme e insieme ricominciano una nuova vita. Penso alle figlie di Lot che, temendo fortemente la fine del mondo, si alleano per ubriacare e violentare il proprio padre, garantendo così eredi alla famiglia e, forse, la sopravvivenza della specie umana. 

Penso a Lea e Rachele, sorelle e contemporaneamente cognate, impegnate a gestire il loro uomo in comune Giacobbe, due serve, tredici figli e un padre di cui in fondo, ci si può fidare poco. In questo loro caos assoluto e improponibile per i nostri criteri etici e morali, restano unite fino alla fine, superando i momenti di rabbia e gelosia e prendendo ogni decisione di comune accordo. Nel romanzo molto bello di Anita Diamant dedicato a Dina, figlia di Giacobbe e Lea, si parla della tenda rossa, luogo in cui si resta nel periodo del ciclo e del parto, evitando qualsiasi contatto con gli uomini per via del sangue. Quella tenda è l’immagine di antichi riti condivisi, è la memoria di donne che in quella “stanza tutta per loro”, imparano a comprendersi e a crescere insieme. 

Le protagoniste della Bibbia non sono figure eteree, ma donne in carne e ossa, che affrontano la vita in tutta la sua complessità, compiendo anche scelte poco convenzionali e questo ha dato non poco filo da torcere ai commentatori di ogni epoca, che si sono arrabattati a trovare cornici nobili o ancor più nobili metafore per evitare gli imbarazzi.

Una buona parte di esegesi testuale e di tradizione ha spiritualizzato a tal punto le figure femminili della Bibbia che poco alla volta le ha allontanate da noi, dalla nostra vita e dalla nostra esperienza ed è legittimo dire che per certi versi questa operazione impedisce al testo di fare il suo lavoro principale, ovvero quello di suscitarci domande su di noi.

E invece è proprio in quel testo che ritroviamo noi e le nostre relazioni con i genitori, l’uomo (o gli uomini) che amiamo, i figli, i nipoti e le donne che abbiamo intorno ed è proprio in quelle figure femminili che possiamo provare a leggere noi stesse e la nostra vita, in tutta la sua concretezza.

La rete invisibile di cui parla Paola Lazzarini nasce anche di qui, dalla nostra capacità di riconoscere noi stesse e le nostre relazioni in quelle storie profondamente vere e umane.

Il mio pensiero oggi va alle tante donne con cui faccio rete e condivido in varia misura la mia vita, perché quelle donne sono esattamente come le protagoniste della Bibbia: forti, in gamba, bellissime nella loro fragilità e nella consapevolezza di essere imperfette.

Hanno desiderio di conoscere e imparare come Eva di fronte all’albero e di essere bellissime come Sarah, anche quando si fanno più evidenti le rughe e i segni del corpo; conoscono il sottile fascino del cibo come Abigail e talvolta giocano a sedurre come fece Betsabea con Davide; si ritrovano spesso a prendere decisioni importanti, come la profetessa e giudice Deborah, a raccontare piccole o grandi bugie come Tamar per poter indirizzare le cose nel verso giusto o a scegliere il silenzio, la riflessione e la preghiera come la regina Ester; sanno amare intensamente, come Anna a Shiloh o come l’anonima protagonista del Cantico dei Cantici, che intreccia parole e desideri con il suo amato in un dialogo assolutamente alla pari.

Le donne con cui condivido la vita sono proprio così e sanno dire “Ci sono per te”, come fa Micol, che ama a tal punto il suo uomo, il re Davide, da dedicarsi totalmente a lui, senza se e senza ma, senza bisogno di inganni o trucchetti, senza mai imporre ultimatum. Lei è l’unica donna di cui la Bibbia dice che ama un uomo e quel suo amare gratuito e infinito non è purtroppo compreso da lui, che quando la situazione si fa dura, scappa perché non sa come affrontare la vita. 

Micol sta lì a dirci quando sia difficile saper dire “Ci sono per te”, ma la storia insegna che le donne lo sanno fare e forse è proprio questa la forza più grande che abbiamo, perché se si cammina insieme, a volte forse in modo un po’ rocambolesco, si può arrivare lontano. 

                                                         

Proseguendo il nostro cammino ripercorriamo insieme le tappe più significative. In vista dell’8 marzo, giornata internazionale delle donne, anche quest’anno e, nonostante la persistente fase critica della pandemia, si sono moltiplicate le iniziative in ambito nazionale ed internazionale che noi con “Donne per la Chiesa” abbiamo promosso e sostenuto con entusiasmo. In particolare, il pellegrinaggio virtuale organizzato con il “Catholic Women Council” (CWC) “Walking in her shoes” e la produzione di un video, basato sui contenuti del manifesto di “Donne per la Chiesa”, finalizzato a farci conoscere e a promuovere i nostri obiettivi. L’8 marzo per noi è l’occasione per incontrarci in un clima di solidarietà, sorellanza e sororità. Scopriamo di essere sempre di più. Siamo tante, forti e piene di iniziative e creatività perché per noi, tutto l’anno è l’8 marzo! 

Ulteriori eventi stimolanti che ci hanno accompagnato nel cammino in questo periodo, hanno fatto emergere numerose risorse delle donne cattoliche in Italia e nel mondo. In particolare, si sono evidenziati: il ruolo trainante della Chiesa cattolica tedesca e di “Maria 2.0”, e le ulteriori nomine di donne in posizioni istituzionali apicali della Chiesa. Lungo il cammino abbiamo preso parte a tanti stimolanti eventi on line: dalla predicazione, all’esegesi, alla lectio divina, alle pubblicazioni di libri ed ai webinar incentrati sulla riforma della Chiesa e sul futuro ruolo delle donne riguardanti i ministeri laici ed ordinati, nonché i carismi e le vocazioni.

In base a quanto sopra emerge chiaramente l’importanza che riveste la spinta proveniente dal basso nella Chiesa, da parte delle donne cattoliche laiche nel promuovere e realizzare un reale cambiamento, la stessa convinzione che portiamo avanti noi con la nostra Associazione. 

Per contro, appare doverosa una riflessione sulla fatica che facciamo noi donne per affermare i nostri diritti e la nostra identità nella Chiesa come nella società, in un contesto culturale patriarcale, androcentrico e misogino che favorisce l’aumento dei femminicidi. Al riguardo, va rilevato che, anche quest’anno, alla vigilia dell’8 marzo, abbiamo assistito alleperformance di uomini che hanno condannato pubblicamente la violenza maschile contro le donne, e che si sono puntualmente eclissati il giorno successivo. Emerge pertanto, sempre più l’urgenza di un cambiamento culturale per la costruzione di una nuova identità maschile. Ciò attraverso un percorso finalizzato alla liberazione dal patriarcato, al riconoscimento della propria parzialità in quanto esseri umani uomini ed al rispetto dell’altra parte dell’umanità, le donne. Al momento, continuiamo invece a rilevare l’assenza di segnali di un cambiamento, mentre prosegue la violenza maschile contro le donne. 

Pierangela Lacomba - Responsabile del progetto(per sottoporre iniziative, eventi, registrazioni e altro materiale si può scrivere a: p.angela_2020@libero.it)

DONNE PER LA CHIESA

ATTIVITA’ IN AMBITO NAZIONALE: 

Eventi (incontri ed iniziative):

8 MARZO 2021: Video di “Donne per la Chiesa” per celebrare la giornata internazionale delle donne 2021. Abbiamo pensato di leggere alcune parti del Manifesto dell’Associazione e trasformarlo in un video per farci conoscere e condividere obiettivi e attività verso il cambiamento nella Chiesa Cattolica in cui siamo impegnate e di cui ci sentiamo protagoniste insieme alle altre donne in Italia e nel mondo. 

MANIFESTO DELLE DONNE PER LA CHIESA

www.donneperlachiesa.it

IL VIDEO

GRUPPI LOCALI

Di seguito. il contributo fornito dai Gruppi Locali di “Donne per la Chiesa” che, avendo accolto la proposta del Catholic Women Council “per l’8 marzo, ”Walking in her shoes”,  hanno organizzato in diverse città d’Italia un pellegrinaggio nei panni o nelle scarpe di un’altra donna”. Le immagini e il video sono pervenute da Napoli, Jesi, Roma, Ravenna, Padova e Genova e sono state pubblicate sul nostro sito e su quello del CWC, rispettivamente:

                                                                       NAPOLI

….Donna iraqena costretta a lasciare la sua terra a causa della guerra, Donna separata allontanata dalla Chiesa, Donna che nella Chiesa amazzonica presiede la comunità, battezza, seppellisce, predica e condivide il pane

    JESI

….Una teologa che, in quanto monaca, non vede rinnovato il contratto di docenza alla Pontifica università Lateranense a differenza dei monaci, colleghi teologi, a cui è concesso l'insegnamento.                       

                                                                           ROMA

….Una teologa femminista che prega per le donne

PISA

…. Lasciando una sciarpa bianca, il bianco è segno del battesimo e dell'uguale dignità e uguali diritti. 

PADOVA

https://fb.watch/4xxrSCPaRh/

….. ai piedi dell’altare della Madonna per chiedere vocazioni per tutte le donne e grazie nel cammino di fede.

                                                                       GENOVA

Libri:

Paola Lazzarini: “Non tacciano le donne in Assemblea”. Agire da protagoniste nella Chiesa. Annuncio della pubblicazione (25 marzo) del libro della Presidente di “Donne per la Chiesa”. Un libro nel quale Paola ripercorre l’impegno per le donne degli ultimi anni e anche da dove nasce. Paola, ci ha detto ”Mi è costato molta fatica, pur essendo breve e spero che diventerà uno strumento per il nostro lavoro. Vi ringrazio perché senza di voi sarebbe stata un’avventura solitaria e invece è una comunità in cammino”. Attendiamo con gioia la presentazione del libro.

Eventi (Incontri ed iniziative):

 “MOTU PROPRIO “SPIRITUS DOMINI E VOTO AL SINODO. COSA CAMBIA PER LE DONNE?”: 27 marzo 2021

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2890807044538689&id=1687332491552823

In attesa dell’incontro, una ricerca effettuata nel sito della Diocesi di Roma, Ufficio Liturgico, evidenzia un percorso lungo e tortuoso per accedere ai ministeri di Lettorato ed Accolitato. Soprattutto, emerge come tale percorso, che dura come minimo tre annisia sempre sottoposto al controllo del Parroco che segnala la persona e di cui è responsabile prima. durante e dopo https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2899204890365571&id=1687332491552823l’accesso al ministero. In tale quadro, ci auguriamo che possa proseguire contestualmente la prassi consuetudinaria per le donne, di leggere in Chiesa la Parola di Dio con modalità libere e spontanee così come è stato fatto sinora.

https://www.ufficioliturgicoroma.it/default.asp?iId=GKEFMI

ATTIVITA’ IN COLLABORAZIONE CON ALTRE REALTA’ ITALIANE:

CORRDINAMENTO TOLOGHE ITALIANE (CTI) - CANALE YOU TUBE PAOLINE – DONNE PER LA CHIESA. INCONTRO ON LINE:                             

“DONNE E CHIESA: APERTURE, PROSPETTIVE, URGENZE”

Antonietta Potente, Cristina Simonelli, Paola Lazzarini

L’evento ha messo in evidenzia la mancanza di aperture nella Chiesa per le donne. 

E’ una Chiesa malata, divisa, da cui i fedeli si sono sempre di più allontanati.. Va ripensato il governo della Chiesa, la sua struttura. E’ una istituzione di soli uomini, celibi con una gerarchica dall’alto verso i basso. Qualunque voce altra e di dissenso viene tacitata ed isolata affinchè non ne intacchi la struttura monolitica. Le recenti aperture di Papa Francesco mediante le nomine di alcune donne in posti apicali della Chiesa non risolvono il problema di tutte le altre che rimangono escluse. ll Motu proprio del Pontefice per l’accesso delle donne ai ministeri laici con la cancellazione dell’esclusività maschile dal Diritto Canonico, è sicuramente un passo positivo, ma non è sufficiente. Non si possono riconoscere i ministeri e negare i diritti alle donne nella Chiesa. Tutti i battezzati, uomini e donne dovrebbero poter esercitare i ministeri, compresi quelli ordinati. Il rischio di clericalizzazione per le donne non esiste al momento perché il fenomeno riguarda solo gli uomini. Vale la pena altresì sottolineare che le donne hanno sempre ricoperto incarichi caratterizzati dalla straordinarietà dei ministeri (ad esempio il ministro straordinario per l’eucaristia) e che. non è mai stata fatta una mobilitazione da parte delle donne cattoliche per chiedere i ministeri del lettorato e dell’accolitato. Noi donne cattoliche continuiamo a camminare insieme senza chiedere niente e solo dopo che la Chiesa sarà cambiata, sapremo se e come potremo farne parte.

“COSA SUCCEDE IN GERMANIA?” INCONTRO CON MARIA 2.0

13 marzo 2021

Donne per la Chiesa – Osservatorio contro la violenza sulle donne - Adista

L’incontro ha messo in luce le differenze fra la realtà tedesca e quella italiana. La maggiore libertà delle donne cattoliche laiche e consacrate in Germania fa riflettere sulla presenza del Vaticano nel nostro Paese, che costituisce un potente deterrente, ,esercitato anche  attraverso la censura, ad una manifestazione aperta ed allargata del dissenso nella Chiesa da parte delle donne cattoliche, laiche ed ordinate.  Maria Mesrian, esponente del gruppo di Colonia, Maria 2.0, ci ha raccontato l’evoluzione del movimento, dalla sua nascita nel 2019. Non si tratta di un’associazione organizzata con una struttura propria ma di piccoli gruppi che sono sorti spontaneamente per affermare il messaggio evangelico originario trasmesso da Gesù, contro la distorsione e la strumentlaliizzazione che ne è stata fatta dalla Chiesa cattolica tedesca fortemente clericalizzata. Maria 2.0, prende il nome dalla Madre di Gesù, per affermarne la forza ed il valore come donna ed è nata per lottare contro la violenza sessuale e gli abusi nella chiesa. Ma il conseguimento di tale obiettivo è difficile da raggiungere a causa dell’omertà dei Vertici ecclesiastici che non vogliono rendere noti i risultati delle indagini poiché vi sono imiplicate importanti pesonalità. del clero. tedesco Il movimento delle donne cattoliche tedesche vuole cambiare la Chiesa dall’interno, e valuta anche la possibilità di ricoprire incarichi ministeriali ma con modalità diverse da quelle clericali maschili. Una   ministerialità esercitata con umiltà e non attraverso il potere clericale. Il popolo di Dio è costituito da uomini e donne che hanno quindi gli stessi diritti anche nell’esercizio dei Ministeri. Maria 2.0 ha sviluppato una modalità propria di pregare e di celebrare l’agape tra fratelli e sorelle nelle chiese o all’aperto. Gode di ampi consensi presso la popolazione tra credenti e non credenti, donne e uomini, compresi anche molti sacerdoti. Anche l’ultima azione che è consistita nell’affissione delle 7 tesi che si richiamano ai principi evangelici originari, nelle chiese di Colonia, ha riscosso molto successo e non solo nel Paese ma anche all’estero. La rete internazionale di cui il movimento fa parte in quanto aderisce al “Catholic Women Coiuncil” rappresenta per Maria 2.0 un’ottima opportunità di scambio con le altre donne cattoliche nel mondo. Il messaggio che abbiamo recepito nel corso dell’evento è stato quello di un grande coraggio, forza ed energia, e anche se per noi in Italia la situazione è più delicata e complessa, questo evento ha rappresentato comunque una fonte di ispirazione importante. Ciò, nella consapevolezza che ci deriva dal camminare insieme verso lo stesso traguardo: una Chiesa basata sul discepolato di uguali dove uomini e donne possano esprimere liberamente la propria identità e diversità, nelle vocazioni e carismi come un unico popolo di Dio.

COLLABORAZIONI IN AMBITO INTERNAZIONALE

VOICES OF FAITH (VoF)  Iniziativa che ha l’obiettivo di creare una Chiesa Cattolica che ascolti le voci delle donne e promuova una leadership basata sulla parità di genere. https://voicesoffaith.org/it-home;

CATHOLIC WOMEN’S COUNCIL (CWC), è una rete internazionale di gruppi di donne cattoliche (che DpC ha contribuito a fondare): https://www.catholicwomenscouncil.org/it/

CATHOLIC WOMEN SPEAK (CWS), forum teologico incentrato sulle donne cattoliche nella Chiesa, nelle società, nelle culture e nelle famiglie di tutto il mondo http://www.catholicwomenspeak.com

MARIA 2.0, iniziativa delle donne tedesche che si battono per i cambiamenti nella Chiesa Cattolica http://www.mariazweipunktnull.de/

Eventi (incontri ed iniziative) 

8 marzo 2021:

VOICES OF FAITH (VoF).  Un incontro online di preghiera, riflessione e voce profetica onesta di sorelle religiose da tutto il mondo.

CATHOLIC WOMEN’S COUNCIL (CWC): Pellegrinaggio virtuale “Walking in her shoes” a seguito del quale è’ sttato prodotto un video “Celebrating the strenght of the soul and shoes”.

Dal sito del CWC: “Abbiamo previsto un pellegrinaggio di due anni, da marzo 2020 a marzo 2022, che si concluderà con un incontro finale o Sinodo che riunirà le donne di tutto il mondo per parlare con una sola voce alla leadership della Chiesa, chiedendo Dignità e Uguaglianza per tutti.. Mentre entriamo nel secondo anno del nostro Pellegrinaggio nel marzo 2021, le donne cattoliche di tutto il mondo sono invitate a riflettere e a condividere le loro diverse esperienze, bisogni e visioni a partire dal tema di base che riguarda profondamente la nostra Chiesa: “Pari dignità – pari diritti” per tutti. .Incoraggiamo i membri della nostra rete a continuare ad organizzare “pellegrinaggi” locali per facilitare le discussioni sugli obiettivi del CWC rispetto alla riforma della Chiesa.  I membri della nostra rete sono invitati a leggere, riflettere e discutere il Manifesto del CWC, per lavorare verso il nostro obiettivo comune. Siamo felici che i membri della nostra rete Suor Philippa Rath OSB abbadessa del monastero di St. Hildegard, abbia lanciato il progetto “Vocation Story” e che le nostre sorelle svizzere abbiano promosso il progetto “#Walk in Her Shoes”, entrambi i quali estendono a livello globale l’invito alla partecipazione.Il tema delle Nazioni Unite per il 2021 “Le donne nella leadership: raggiungere un futuro egualitario nel mondo del COVID-19” si adattabene alla nostra visione per l’Uguaglianza e la Dignità.

Suor Philippa Rath

In riferimento a quanto segnalato riguardo al progetto “Vocation Story” il Catholic Women's Council aiuta suor Philippa Rath a raccogliere storie di vocazioni, se volete raccontare la vostra, scrivete a info@catholicwomenscouncil.org. “Questa azione è ispirata dal grande successo del libro “Weil Gott es so will – Frauen erzählen von ihrer Berufung zur Priesterin und Diakonin” (Perché Dio vuole così – le donne raccontano la loro vocazione come sacerdoti e diaconi) pubblicato dalla benedettina suor Philippa Rath. In questo libro sono state raccolte le voci di 150 donne dei paesi di lingua tedesca che si sentono chiamate ad essere pastore, ma non possono vivere la loro vocazione nella Chiesa cattolica perché sono donne. “Avevo sentito da due vescovi menzionare durante alcune riunioni che ‘in realtà, ci sono solo pochissime donne chiamate’. Questa affermazione mi ha sconvolto così tanto che ho voluto dimostrare il contrario con questo libro”, ha dichiarato suor Philippa Rath.”

Anche “Donne per la Chiesa” aderisce all’iniziativa come segnalato nel post “Nel nostro Manifesto scrivevamo che chiediamo che "si attribuisca il dovuto valore all’autentico desiderio di partecipare ad una ministerialità più attiva, compresa quella sacramentale", siamo quindi particolarmente felici di aderire a questa iniziativa del Catholic Women's Council nel raccogliere le storie delle tante e diversificate vocazioni delle donne, troppe delle quali invisibili e inattuabili nella nostra Chiesa. Nel link sono indicate tutte le modalità per partecipare, si può inviare la propria storia anche in italiano, non è necessario tradurle in inglese.

MARIA 2.0, Pubblicazione nelle Chiese di Colonia di 7 Tesi: 

A TUTTE LE PERSONE DI BUONA VOLONTÀ!

1. Nella nostra Chiesa tutte le persone abbiano accesso a tutti i ministeri. I diritti umani e la Legge fondamentale (=Costituzione) garantiscono uguali diritti per tutte le persone - solo la Chiesa Cattolica lo ignora.Essere un uomo oggi attribuisce diritti speciali nella Chiesa. #giusta: pari dignità - pari diritti

2. Nella nostra Chiesa tutti partecipino alla missione e il potere sia condiviso. Perché il clericalismo è uno dei problemi fondamentali della Chiesa Cattolica oggi e incoraggia l’abuso di potere con tutte le sue sfaccettature disumane. #partecipativa: responsabilità condivisa

3. Nella nostra Chiesa, gli atti di violenza sessualizzata siano indagati in modo completo e i responsabili siano ritenuti tali. Le cause siano costantemente combattute. Per troppo tempo la Chiesa Cattolica è stata scenario di violenza sessuale. Le autorità ecclesiastiche tengono ancora nascoste le informazioni su questi crimini violenti e si sottraggono alle responsabilità. #Degna di fede: interazione rispettosa e trasparenza

4. La nostra Chiesa mostri un atteggiamento di apprezzamento e riconoscimento nei confronti di una sessualità autodeterminata e attenta e della partnership. Perchè la morale sessuale ufficialmente insegnata è estranea alla vita e discriminatoria. Non si basa sull'immagine cristiana dell'esssere umano e non è più presa sul serio dalla maggioranza dei credenti .#colorata: vivere in relazioni di successo

5. Nella nostra Chiesa lo stile di vita celibe non sia un prerequisito per l’esercizio di un ministero ordinato. Questo perché l'obbligo del celibato impedisce di seguire la propria vocazione. Coloro che non sono in grado di mantenere quest’obbligo spesso vivono dietro false facciate e sprofondano in crisi esistenziali. #vicinoallavitavera: senza celibato obbligatorio

6. La nostra Chiesa operi secondo i principi cristiani. È amministratrice dei beni che le sono stati affidati, non li possiede. L’ostentazione, le dubbie transazioni finanziarie e l’arricchimento personale dei responsabili della chiesa hanno profondamente scosso e diminuito la fiducia nella Chiesa .#responsabile: gestione sostenibile

7. La nostra missione è il messaggio di Gesù Cristo. Agiamo di conseguenza e affrontiamo le questioni sociali. Poiché la gerarchia della Chiesa si è giocata la sua credibilità, non riesce a farsi sentire in modo convincente e a lottare per un mondo giusto nello spirito del Vangelo. #rilevante: per le persone, la società e l’ambiente.

La tenacia e la perseveranza d Maria 2.nell’esigere  di rendere noti i risultati dell’inchiesta sugli abusi del clero  nella Diocesi di Colonia , ha portato il 18 marzo scorso alla pubblicazione del rapporto. 

Germania: rapporto sulla lotta agli abusi nell’arcidiocesi di Colonia

https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2021-03/germania-rapporto-abusi.html

243 molestatori e 386 vittime, il 55 per cento delle vittime aveva meno di 14 anni. Per circa metà si è trattato di violenze sessuali, per il resto abusi verbali o fisici. Due terzi degli abusi sono stati compiuti da esponenti del clero, il resto da laici.

CHIARO AUMENTO DEGLI ABUSI tra il 2004 e il 2018... l'inchiesta del Boston Globe è del 2002, quindi sono successivi alle prime rivelazioni sul sistema degli abusi nella CC, per dire quanta convinzione queste persone avessero di restare impunite, nonostante l'opinione pubblica non fosse più inconsapevole.

Le nostre amiche di Maria 2.0 davanti al Duomo di Colonia dopo la pubblicazione del dossier sugli abusi nella Diocesi.

“WE ARE CHURCH” – Ireland  “No women no Church”-

“Noi siamo Chiesa” – Irlanda - “Niente Donne niente Chiesa” Per “Donne per la Chiesa” ha partecipato Paola Lazzarini (Stazione12).

Per celebrare la Giornata Internazionale della Donna offriamo una Preghiera e un video per la piena Uguaglianza delle Donne nella Chiesa Cattolica.

14 donne profetiche da tutto il mondo proclamano 14 stazioni della Via Crucis. Gesù ha trattato donne e uomini come uguali. Eppure la nostra chiesa patriarcale sta spiritualmente crocifiggendo le donne e si rifiuta di riconoscere la loro piena uguaglianza e dignità data da Dio. Accogliamo con favore la direzione di riforma indicata da Papa Francesco, ma deploriamo che finora siano stati fatti solo passi molto piccoli.

- Le donne sono create a immagine di Dio

- Le donne sono battezzate e confermate

- Le donne sono leader

La pandemia di Coronavirus ha ulteriormente confermato la leadership delle donne.

"No Woman, No Church" sta risuonando forte e chiaro.

CATHOLIK WOMEN SPEAK 

Reazione delle nostre amiche del 

Catholic Women Speak

al rapporto "Donne nella crisi del Covid-19" della Commissione Vaticana Covid-19. 

"...Il rapporto riconosce che, anche se le donne sopportano il peso maggiore della pandemia, sono state escluse dai processi decisionali relativi alla pandemia Covid-19 in molti paesi, mentre i paesi con donne leader hanno generalmente ottenuto i risultati migliori nell'affrontare la pandemia. Questa rappresentazione delle donne non solo come vittime ma come leader, innovatrici e studiose è incoraggiante, e speriamo che stabilisca una nuova tendenza nella formulazione degli insegnamenti e delle politiche della Chiesa.

...Vorremmo aggiungere che le donne hanno anche mantenuto pratiche di liturgia, preghiera e riflessione nelle loro case, vite personali e comunità quando le chiese sono state chiuse. Per molte donne, questo ha ispirato nuove visioni di creatività e partecipazione intorno a forme e pratiche liturgiche, e speriamo che queste saranno accolte e abbracciate come parte della vita in continua evoluzione della Chiesa quando le parrocchie saranno in grado di funzionare di nuovo in modi che saranno senza dubbio cambiati da questo anno di crisi. 

... le esortazioni a portare un audace e radicale cambiamento sociale ed economico saranno viste come ipocrite se la chiesa istituzionale rimane impantanata in anacronistiche gerarchie maschili di potere e di leadership e non effettua simili cambiamenti all'interno delle sue strutture e relazioni. Solo quando la piena dignità e l'uguaglianza di tutti saranno riconosciute, e quando il discepolato degli uguali descritto in Galati 3:28 sarà manifesto a tutti i livelli della vita e della pratica cattolica, risplenderemo come un faro di speranza e un modello di giustizia nel nostro mondo ferito".

LE ALTRE RISORSE

Teologia Femminista 

COORDINAMENTO TEOLOGHE ITALIANE (CTI):

IL CTI APRE "UNA STANZA PER NOI"

Tre conversazioni a più voci per immaginare pensieri e pratiche che ci aiutino ad abitare il tempo e i tempi che stiamo vivendo.

Per tutte le persone interessate,

si inizia venerdì 19 marzo, 15 aprile, 29 maggio.

su Zoom e FB. Iscrizioni: segreteria@teologhe.org

SPAZIO ASMARA

“PRENDO POSTO” (SPAZIO ASMARA): uno spazio che valorizza la parola delle donne. Il 9 marzo si segnala l’evento: LAURA GUSELLA“Sguardo dell’alterità  delle donne all’esegesi biblica e alla teologia (Laura Gusella https://www.facebook.com/groups/323072298077086 )

Predicazione 

LECTIO DIVINA: 

SELENE ZORZI. 18 febbraio 2021 – Alla tavola della Parola. Parrocchia di San Giuliano Roma.

https://www.facebook.com/parrocchiasangiulianoroma/posts/290201388670312

 “INCONTRIAMOCI CON LA PAROLA”, IL COMMENTO AL VANGELO DELLA DOMENICA (CSJ). L’appuntamento settimanale con l’omelia della domenica ci fornisce un punto di riferimento sulla predicazione delle donne della Parola di Dio. (https://www.youtube.com/user/possosognare e https://www.facebook.com/suore.chambery)

ANTONIETTA POTENTE:

Generare vita in tempo di crisi. Per voce di donna.

Esegesi femminista

SELENE ZORZI: MARIA MADDALENA

Empowering femminile 

L'Unione delle superiore maggiori propone una serie di webinar su come le religiose sono agenti di empoweringfemminile, in tanti svariati contesti

Tra i protagonisti del primo appuntamento di #SistersEmpoweringWomen, sul tema della #sinodalità troviamo Sr. Natalie Becquart.

🎙📺Segui in diretta il 26 marzo alle 12 (CET) www.youtube.com/c/UISGRome

NOMINE DI DONNE AI VERTICI DELLA CHIESA

Le recenti nomine di alcune donne in ruoli apicali all’interno della Chiesa è senz’altro un segnale positivo ma è discriminatorio nei confronti delle altre donne che rimangono escluse. Queste donne dovrebbero, dall’interno, lavorare anche per le altre e promuovere e potenziare la presenza femminile nella Chiesa.

Suor Nathalie Becquart, 52 anni, la donna della svolta, prima suora nominata il 2 febbraio scorso, Sottosegretaria al Sinodo dei Vescovi, con diritto di voto. Ha ricoperto l’incarico di  Responsabile della pastorale giovanile e vocazionale presso la Conferenza episcopale francese, e dal 2019 consulente per il Sinodo dei vescovi.

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2021/02/27/news/suor-nathalie-becquart-le-donne-sempre-piu-incluse-nella-chiesa-ma-serve-un-cambio-di-mentalita-1.39961086?fbclid=IwAR0dU0AlyKScqyK4YFO4sBwhUII8H9T1MlCP_AQdzzESVIhfnJmp5Mz56ms

Il 5 febbraio 2021, Papa Francesco ha nominato Promotorice di Giustizia della Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano l’illustrissima dottoressa Catia Summaria»: così il bollettino del 5 febbraio. È la prima volta che una donna assume questo ruolo, che da noi si chiamerebbe pubblico ministero. Nata ad Acquaviva delle Fonti, Bari, Summaria è sposata, ha due figli, era fino a oggi sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Roma con una lunga esperienza nel diritto del lavoro.

Beate Gilles, teologa laica nominata  il 23 febbraio scorso, Segretaria Generale della Conferenza Episcopale Tedesca (Dbk). Gilles, prima donna ad assumere l’incarico, succede al gesuita Hans Langendörfer dimessosi dopo 24 anni. Questa è una fase impegnativa ma anche entusiasmante per la Chiesa cattolica in Germania. Qualcosa di nuovo è iniziato con il Cammino sinodale”. Esperta in comunicazione religiosa televisiva e in problemi sociali e del lavoro, Gilles assumerà il suo nuovo incarico il 1° luglio

DaI 4 aprile 2021, Sandra Schnell, della Parrocchia di Altea (Diocesi di Essen ) in Germania gà collaboratrice pastorale, sarà la prima laica a diventare commissario parrocchiale. Non ci sono ancora le donne prete nella Chiesa cattolica tedesca, l'ordinazione sacerdotale è ancora vietata, ma la politica dei piccoli passi in Germania ha portato all'arrivo di una donna – la prima –. “Il mio lavoro è guidare la parrocchia e il sacerdote mi aiuterà assumendo i ruoli legati al sacerdozio, come l’amministrazione di alcuni sacramenti”.

https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/germania-dopo-la-segretaria-generale-dei-vescovi-arriva-la-prima-parrocchia-diretta-da-una-donna/ar-BB1ed0Z1?fbclid=IwAR1ZWnu47n0udTeikHBN3zTh8GQQZEWoh1aX-Tpz_Xx3FnqzH9QEayOW_90

Ministeri ordinati e laici per le donne

SAE (Segretariato attività Ecumeniche) – La ministerialità femminile

https://riforma.it/it/articolo/2021/03/11/la-ministerialita-femminile?fbclid=IwAR1lHm7MWqtFFQZU6Rr4lpZKfr_fSdJ5NetBl0-DmrVClrbsMXBUFdFAxlo

IL REGNO: Serena Noceti: Donne e ministero diaconale: il tempo del noi.

http://ilregno.it/attualita/2019/10/donne-e-ministero-diaconale-il-tempo-del-noi-serena-noceti?fbclid=IwAR01lNvvAB42z82mPqT3MBp85i8Gcxlnl-PZC57XJVckQA9zjEBf5VCwIVo

 

ADISTA:l teologo ceco Thomas Halik: «E ora alle donne omelie e diaconato»

https://www.adista.it/articolo/65138?fbclid=IwAR3ZShkKSNy4bTwcOySD5RfYaJAt5ugFbZj_uh6e5B6KGeEat-L0jDTM6B0

Questione maschile:

I sottonotati articoli evidenziano l’importanza che riveste al momento la “questione maschile” nell’accelerazione di un cambiamento culturale divenuto ormai non più procrastinabile. E’ vero che ci sono alcune reti di uomini come “Maschile plurale” che hanno intrapreso un cammino, ma ciò non è sufficiente ad imprimere una svolta.

  • LEA MELANDRI: Articolo su “Il Riformista”del  6 marzo 2021: “Il sessismo questione maschile. Oggi lo dicono gli uomini”.

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2884603011775608&id=100006778116561

  • Post del 25 febbraio 2021 dal titolo “E gli uomini si svegliarono???”.

www.ipazialiberedonne.it

Violenza contro le donne

UN GESTO SILENZIOSO CONTRO LA VIOLENZA

Pollice della mano piegato, quattro dita in alto e poi chiuse a pugno: un gesto che vale come urgente richiesta d'aiuto e che tutti dobbiamo saper riconoscere e replicare se drammaticamente ce ne fosse bisogno, in una conversazione su zoom, aprendo la porta di casa magari per ricevere un pacco: è il Signal for Help che l'associazione 

Canadian Women's Foundation

ha lanciato nell'aprile 2020 in piena pandemia e che sta diventando piano piano popolare in tutto il mondo.

https://www.facebook.com/ipazialiberedonne/

OSSERVATORIO INTERRELIGIOSO PER LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE.

https://www.facebook.com/Osservatorio-interreligioso-sulle-violenze-contro-le-donne-2067226100062827  

Per l’8 marzo l’”Osservatorio Interreligioso sulle violenze contro le donne” (di cui Donne per la Chiesa è socia) ha proposto questo incontro importante con Carla Centioni, Presidente dell’ Associazione “Ponte Donna” per il contrasto alla violenza maschile sulle donne; e Zuzanna Flisowska, teologa polacca, responsabile dell’ ufficio romano di “Voices of Faith”.

L’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne (O.I.V.D.) e la Federazione donne evangeliche in Italia (FDEI) invitano a due incontri dal titolo 

“Prostituzione e pornografia ci riguardano tutti e tutte”.18 marzo ore 17,30 e “Chi sei tu quando nessun tiguarda” il 26 marzo alle 17,30

“Noi donne del comitato nazionale FDEI – si legge in una lettera inviata alle chiese -, sentiamo la necessità e l’urgenza di interrogarci, perché tendenzialmente le comunità di fede non si esprimono sulle radici del fenomeno prostitutivo dentro le nostre fedi. O, se lo fanno, a volte seguono una linea interpretativa che ne denuncia il peccato, ma senza rendere la sessualità e i privilegi maschili responsabili della schiavitù sessuale delle donne implicate in prostituzione e non solo nella tratta”.

Nel mese di marzo la FDEI ha promosso una serie di iniziative. Fra queste, il corso di teologia online “Violenze e Poteri: Donne e Bibbia”, che ha registrato oltre duecento richieste di iscrizione. Inoltre, la significativa tavola rotonda ecumenica “Ri-immaginare e ri-leggere la storia delle donne nella chiesa”, il cui video integrale è disponibile online a questo link.

Migliaia di donne turche sono scese in piazza questo pomeriggio a Istanbul per protestare contro la decisione del governo di Recep Tayyip Erdogan di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul del Consiglio d'Europa contro la violenza sulle donne.

https://www.facebook.com/groups/145522146754136/permalink/351376279502054

CRONACHE ECCLESIALI 

Suore abusate, la Chiesa è sorda al #me too “Ho denunciato violenze non è serivto a nulla”.

https://www.facebook.com/CRONACHEECCLESIALI

Omosessualità e Chiesa

VATICANO:

VATICANO: Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede ad un dubium circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso. 15.03.2021. 

AL QUESITO PROPOSTO:

 La Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso?

SI RISPONDE: Negativamente.

https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2021/03/15/0157/00330.html?fbclid=IwAR3UKVmrj4l1dWveZl1mjB7aCpxQxTuMUb7Pv28LU0g4y8Gz6nEmcQ3td2I#ita

Di seguito il post di Paola Lazzarini: sull’argomento: 

https://www.facebook.com/paola.lazzariniorru/posts/10223244768381263

Due preti tedeschi (Burkhard Hose e Bernd Mönkebüscher ) hanno scritto questa dichiarazione che in poche ore ha raccolto più di 200 firme e che verrà consegnata al presidente della Conferenza Episcopale Tedesca. Mi permetto di invitare i miei amici preti, diaconi e operatori pastorali a prendere in considerazione di fare un’azione analoga. E non come singoli, in silenzio, ma insieme e ad alta voce.

Dichiarazione:

“Alla luce del rifiuto della Congregazione per la Dottrina della Fede di benedire le unioni omosessuali, alziamo la voce e diciamo: continueremo ad accompagnare le persone che si impegnano in un'unione durevole e benediremo la loro relazione. Non ci rifiutiamo di celebrare una benedizione. Lo facciamo nella nostra responsabilità di pastori che promettono alle persone in momenti importanti della loro vita la benedizione che solo Dio dà. Rispettiamo e apprezziamo il loro amore e, inoltre, crediamo che la benedizione di Dio sia con loro. Gli argomenti e gli approfondimenti teologici sono sufficienti. Non accettiamo che una morale sessuale escludente e superata sia portata avanti sulle spalle delle persone e metta a repentaglio il nostro lavoro nella cura pastorale”

Proposta di “Donne per la Chiesa.

”Tutti gli innamorati sono in Cristo" (A. Merini)

A seguito del responsum della Congregazione della Dottrina della fede che nega la benedizione alle coppie omosessuali, l'associazione Donne per la Chiesa propone una forma di "disobbedienza pastorale". Certe che la grazia sovrabbondante di Dio sia già all'opera nelle unioni fedeli e generose dei nostri fratelli e sorelle omosessuali, siamo pronte a benedirle in forza del Battesimo che abbiamo tutti e tutte ricevuto. E lo diciamo pubblicamente, scrivendo #iovibenedico e associandolo a una situazione sulla quale vogliamo invocare la parola di bene del Signore.

Comunità femminili e omosessualità - Città nuova

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.cittanuova.it%2Fesperto%2F2021%2F3%2F15%2Fcomunita-femminili-omosessualita%2F%3Ffbclid%3DIwAR0daR5ceWr-vNn2AvJxzTvcNHcOoTA83-5OKkS7tQ2dzMBnf2Dg9WMi3eQ&h=AT1CogBE5JTJKIwNnY1LcsOqi4jOOq0EwXHDT3jrUde6bImGyd5XzSiDbwC8l-nGwGYi9WaTXJ8d3mtBqhdH3TB3I7lwxUzXIz4piUW7TE4nGi14j9zZk0UV2reqKQ7tLttxI201yTpSXETlTo5DrDpWhA&__tn__=%2CmH-R&c[0]=AT1Yofpn3Mg2d2Wo3TrUPETds9xe5K2Y-kh9D7r8K08ADB3weeCzgX4joilbcvTdnjf_8Ly01la0ZtxifiNinQ4hdORdmypQNMt-b6oNKZOCePssP5XJIfORe4sI7ZppSuPm3-i5Np6ZDmhwfqI6koyKSk-S3oQUaQZXSczxqidmGrA

L’articolo, non firmato, contiene le considerazioni di un sacerdote sull’omossessualità femminile nei conventi e sull’importanza di conoscere il fenomeno “Sono un religioso, e svolgo il servizio di assistente spirituale e animatore nella mia comunità. Noto che generalmente, un po’ in tutti i libri o articoli e testimonianze si parla molto della problematica relativa ai candidati alla chiamata sacerdotale o religiosa o di preti gay, ma quasi mai del versante femminile. Molte ragazze/donne vivono questa realtà ma sembra molto più difficile trovare materiale-testimonianze che aiutino a comprendere, che delineino dei percorsi anche in ambito vocazionale. La tendenza omosessuale può esistere anche nei monasteri o case religiose, ma a parte scandali di abusi sembra davvero poco considerata. Anche sul versante di pubblicazioni di psicologia/spiritualità vedo un interesse quasi esclusivo sul maschile. Fr. M.”

Libri

COORDINAMENTO TEOLOGHE ITALIANE (CTI)

SERENA NOCETI: Presentazione del libro: Chiesa, casa comune. Webinar  (6 marzo 2021) dal titolo: “Donne, Bibbia, Altare”.

Inoltre, della stessa autrice, sullo stesso argomento l’articolo sulla rivista 
IL REGNO: dal titolo “Donne e ministero diaconale: il tempo del noi”. http://ilregno.it/attualita/2019/10/donne-e-ministero-diaconale-il-tempo-del-noi-serena-noceti?fbclid=IwAR3fCq8dKDmPCt3zYTali3LZ2Y19QyLsfA50VCQTn7Ii7m4M6dnTaIHHLN4
 RIFORMA.IT E FDEI: Presentazione del Report a cura del Dipartimento di Teologia UCEBI.

Counseling

ANTONIETTA POTENTE   (https://www.facebook.com/potenteantonietta)

:Nuovo ciclo di incontri in collaborazione con 

Tre counseling

dal titolo: "Interpretare e re-immaginare il presente. Inferni, purgatori e paradisi d'oggi."

📅23, 30 marzo e 6 Aprile 2021

🕐La durata degli incontri sarà di due ore e saranno effettuati online attraverso piattaforma Zoom. 

👉Il corso comprende: lezioni frontali, dialogo, domande, comunità di ricerca.

Contributo: € 120,00 per le tre lezioni

✍️Per iscriversi bisogna inviare una mail a info@trecounseling.it

Podcast

WATAC “Australian Women preach”.

Per chi ha familiarità con l’inglese, a partire dall’8 marzo le nostre amiche australiane di WATAC propongono un podcast chiamato Australian Women Preach..

https://www.facebook.com/AustralianWomenPreach

SITI WEB 

 

IPAZIA LIBEREDONNE

www.ipazialiberedonne.it

Associazione di promozione sociale, nata l’8 febbraio 2019, impegnata nella difesa dei diritti delle donne, nella promozione delle pari opportunità e di una società più inclusiva ed equa per tutti.

INSIEME PER LE DONNE

@CoalizioneInsiemeperleDonne 

 · Sito web di cultura e società

Rete di persone che intendono arginare la violenza sulle donne e sviluppare una coscienza collettiva più evoluta, per una società più equa e senza discriminazioni di genere.

IN MEMORIA DI LEI. Un gruppo di donne che condividono un percorso di ricerca e confronto sul divinohttps://www.facebook.com/groups/1656419831280352

questo è un gruppo di donne che condividono un percorso di ricerca e confronto sul divino, all'inizio non può che essere un piccolo gruppo ma si può allargare nel tempo, è un tentativo di comunicare e conoscersi e scambiarsi opinioni in rete

DONNE, CHIESA, MONDO DELL’OSSERVATORE ROMANO.

www.oservatoreromano.va

Mensile dell’Osservatore romano.

IL REGNO DELLE DONNE

 Blog In collaborazione con il “Coordinamento teologhe italiane”
A cura di Rita Torti

CRONACHE ECCLESIALI 

https://www.facebook.com/CRONACHEECCLESIALI

 · Organizzazione religiosa

Questa pagina è un contenitore di TUTTE le notizie reperite sul web su quel che "si dice" dell'ambito ecclesiale, e CRONACHE ECCLESIALI informa proprio su ciò che "si dice" NON SCHIERANDOSI DA NESSUNA PARTE se non in quella di divulgare tali pensieri.

Ognuno legge e discernere cosa deve/può pensare e dedurre.

MASCHILE PLURALE

https://www.maschileplurale.it/info/

L’Associazione nazionale Maschile Plurale è stata costituita a Roma nel maggio del 2007 e rappresenta una realtà di uomini con età, storie, percorsi politici e culturali e orientamenti sessuali diversi, radicati in una rete di gruppi locali di uomini più ampia e preesistente.

I componenti dell’Associazione sono impegnati da anni in riflessioni e pratiche di ridefinizione della identità maschile, plurale e critica verso il modello patriarcale, anche in relazione positiva con il movimento delle donne.

ADISTA.it

https://www.adista.it/articolo/65138?fbclid=IwAR3ZShkKSNy4bTwcOySD5RfYaJAt5ugFbZj_uh6e5B6KGeEat-L0jDTM6B0

Notizie, documenti, dibattito su mondo cattolico e realtà religiose

SAE (Segretariato attività ecumeniche)

https://www.saenotizie.it

RIFORMA.it

https://riforma.it.

il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in italia.

di Sr. Christine Schenk (apparso originariamente su NCR Online il 7/1/2016)

Nel periodo natalizio, gli amici mi mandano occasionalmente cartoline, tazze e altre cose assortite che elogiano le "tre donne sagge". Probabilmente le avete viste: "Tre donne sagge avrebbero chiesto indicazioni, sarebbero arrivate in tempo, avrebbero aiutato a far nascere il bambino, spazzato la stalla, preparato una casseruola e portato doni utili".

Adoro questa divertente interpretazione femminista di un'amata storia di Natale.

Ma, recentemente, una rinomata autorità sul Vangelo di Matteo, il domenicano p. Benedetto Tommaso Viviano, ha scritto che ritiene del tutto possibile che le donne potessero essere tra i Magi ritratti nel racconto della nascita di Matteo. Viviano è professore emerito all'Università di Friburgo, in Svizzera. Ha anche scritto il commento a Matteo nel Commento biblico del Nuovo Girolamo.

Matteo è l'unico Vangelo che dice qualcosa di Magi. Potreste rimanere sorpresi nell'apprendere che questo Vangelo non attribuisce un numero, un genere o uno status reale ai Re Magi d'Oriente. Il tradizionale numero tre è stato dedotto dai tre doni d'oro, incenso e mirra, e l'idea che i Magi fossero re non apparve fino al quinto secolo. L'uso che Matteo fa del greco maschile al plurale "magoi" per i magi può essere usato in modo inclusivo, così come la parola inglese "men" spesso include le donne.

Ma c'è molto di più della grammatica nell'affermazione di Viviano, meravigliosamente provocatoria. Il Vangelo di Matteo era destinato a un pubblico ebraico. Viviano è specializzato nell'esaminare il libro di Matteo alla luce delle sue connessioni letterarie con la Bibbia ebraica (Antico Testamento). È su questa analisi che egli basa le sue argomentazioni sul magoi femminile.

Secondo Viviano, "La ragione principale per pensare alla presenza di una o più donne tra i magi è la storia di fondo della regina di Saba, con la sua ricerca della saggezza reale israelita, la sua reverente soggezione e i suoi tre doni adatti a un re".

Il primo libro dei Re, capitolo 10:1-29, narra la visita della regina a re Salomone con doni d'oro e spezie come la mirra e l'incenso.

Viviano ritiene che vedere lo sfondo Salomone-Saba come un parallelo biblico stretto con la storia dei Magi apra alcune "possibilità precedentemente trascurate" come "la saggezza e gli aspetti femminili della narrazione".

Egli indica la tradizione israelita di personificare la sapienza come femminile (Proverbi 8:22-30, 9:1-6 e Siracide 24) e nota che per Matteo, Gesù incarna la sapienza (Matteo 11:19, 25-30).

Ancora più convincente per me è che in Medio Oriente sarebbe stato inconcepibile per gli uomini essere in presenza di una donna senza la presenza di altre donne. Giuseppe è vistosamente assente quando i Magi visitano. Questo è sorprendente, dato che il racconto dell'infanzia di Matteo racconta normalmente gli eventi dal punto di vista di Giuseppe. (Nel racconto di Luca, Maria è più prominente).

La frase "il bambino e sua madre" è usata cinque volte nel racconto della fuga dei Magi in Egitto (Matteo 2:11, 13, 14, 19, 21). Per Viviano, "La presenza della madre di Gesù, Maria, è un'esplicita affermazione della presenza di una donna al momento della visita dei magi. Si tratta di assistere alle risonanze femminili del testo".

Gli studiosi ci dicono che i magoi erano una casta associata all'interpretazione dei sogni, all'astrologia, allo zoroastrismo e alla magia. A sostegno della tesi di Viviano, lo zoroastrismo permetteva alle donne di servire come sacerdoti e nell'antica Persia c'erano donne astronome e governanti.

Secondo il defunto sulpiziano p. Raymond E. Brown, un acclamato biblista, gli studiosi ritengono che il magoi provenisse probabilmente da uno dei tre luoghi: Persia (l'attuale Iran) perché il termine magoi era originariamente associato ai persiani; Babilonia (Iraq) perché i babilonesi erano interessati all'astronomia e all'astrologia e lì c'era una grande colonia ebraica; o Arabia per i doni di oro e incenso associati a Saba.

Ma cosa si può dire della storicità della storia dei Magi di Matteo?

Credo che la discussione di Viviano nel Commento biblico del Nuovo Girolamo abbia ragione. Mentre la narrazione dell'infanzia di Matteo ha diversi probabili elementi storici in comune con il racconto di Luca (Gesù era della tribù di Giuda, nato a Betlemme e cresciuto a Nazareth), "ci sono anche alcuni elementi leggendari in Matteo 1 e 2" che Brown identifica come "genere di narrazioni dell'infanzia di uomini famosi".

Nel mondo antico, era comune attribuire retrospettivamente segni insoliti nei cieli (un astro nascente) ed eventi sulla terra (presagi e previsioni di figure di saggezza) alla nascita di un nuovo e potente sovrano.

Brown indica anche l'improbabilità storica che Re Erode avrebbe avuto difficoltà a localizzare il bambino Gesù in una città a soli 5 miglia da Gerusalemme quando, secondo la leggenda, una stella luminosa permetteva ai Magi di trovarlo con facilità.

Che probabilità c'è che le donne Magi fossero alla mangiatoia quando sembra improbabile che i Magi maschi siano mai stati lì?

Entrate nello squisito concetto ebraico di Midrash.

Un Midrash è un'interpretazione creativa dell'Antico Testamento, spesso usata per scopi omiletici, che spesso impiega la narrazione. È una sorta di lectio divina - riflessione teologica attraverso la quale i credenti scoprono il significato personale e comunitario della Scrittura.

Per Viviano, anche se Matteo 1-2 non è un Midrash in senso stretto (poiché non si tratta dell'Antico Testamento), esso tuttavia "utilizza tecniche di esposizione midrashiche" per interpretare la persona di Gesù. Nella sua magistrale opera La nascita del Messia, Brown nota: "Ma se il midrash è inteso come l'esposizione popolare e fantasiosa delle Scritture per la fede e la pietà, allora il termine può essere opportunamente applicato al modo in cui le narrazioni dell'infanzia sono state interpretate e ravvivate nel cristianesimo successivo".

Ed è così che troviamo presto tre re reali (maschi) di nome Caspar, Balthasar e Melchiorre. Caspar è ritratto come nero per rappresentare tutta la diversità del mondo gentilizio orientale. Alla fine, la riflessione midrashic ha portato a considerare i tre doni come simboli per diversi aspetti della vita cristiana: oro per la virtù, incenso per la preghiera e mirra per la sofferenza.

Data la ricca storia di elementi midrashic associati all'Epifania, non siamo quindi affatto in errore nel riflettere sul fatto che i Magi avrebbero potuto includere anche le donne sagge.

Per la maggior parte, il messaggio principale del racconto dei Magi di Matteo è che gli stranieri saggi ed eruditi - gli ultimi "estranei" per il suo pubblico ebraico-cristiano - sono venuti a rendere omaggio a un neonato sovrano, Gesù il Cristo, il cui potere spirituale e la cui saggezza hanno superato il loro.

Le diverse leadership femminili, così ricche di doti spirituali, sono spesso viste come "estranee" dai leader maschili della Chiesa cattolica.

Prego che i nostri fratelli celebrino presto un nuovo tipo di Epifania - una in cui i doni ricchi di virtù, la preghiera e la leadership sofferente delle donne sagge siano accettati in ugual misura e con grazia nel corpo neonato di Cristo.

di Jamie Manson - versione originale su NCR online

Forse nessuno è stato meno sorpreso di me la settimana scorsa, quando l’esortazione apostolica Querida Amazzonia di Papa Francesco non ha mostrato alcuna apertura al diaconato femminile e si è invece caricata del linguaggio della complementarietà di genere nella sua discussione sulle donne.

Per anni ho usato questa rubrica per documentare le convinzioni di Francesco sulle donne e per supplicare i lettori di essere onesti su come il suo pensiero limiterebbe seriamente le possibilità di un reale cambiamento per le donne nella Chiesa. A partire dalla sua descrizione del femminismo come "maschilismo con la gonna" all'inizio del suo pontificato nel 2013 fino alla sua titubanza del 2019 sulle donne diaconi, ho scritto su questo argomento almeno 20 volte negli ultimi sette anni.

L'ho fatto non per suonare come un disco rotto - anche se certamente l'ho fatto - ma piuttosto per risparmiare a me stessa e alle mie compagne di chiesa lo strazio che sapevo sarebbe venuto. A meno che Francesco non andasse oltre la teologia della complementarietà, le donne non avrebbero mai ricevuto la giustizia che meritano dalla loro chiesa, un'istituzione che servono, per la quale si sacrificano e che molto spesso sostengono da sole. Il Papa, purtroppo, non ha mai mostrato alcun segno di cedimento.

Ciò che mi ha sorpreso, tuttavia, è stato il rifiuto di Francesco di affrontare l'ordinazione degli uomini sposati in zone come l'Amazzonia, dove i cattolici a volte rimangono senza l'Eucaristia per più di un anno. Per anni avevo previsto che la riverenza del Papa per la paternità e il suo dichiarato desiderio di scoraggiare gli omosessuali dal sacerdozio, avrebbero fatto di questo una conclusione scontata.

Non posso fare a meno di pensare che la mancata risposta del Papa alla richiesta dei padri sinodali di ordinare uomini sposati è stata la ragione per cui Querida Amazzonia ha fatto notizia, anche nei media laici.

Quanto disappunto e indignazione sarebbero scoppiati se il Papa avesse proceduto con l'ordinazione degli uomini sposati, ma le sue parole retrograde sulle donne fossero rimaste le stesse? Dopo sette anni di attenta osservazione di questo papato, sono certa che la questione delle donne sarebbe stata completamente persa nella celebrazione del trionfo per gli uomini sposati che sarebbe scoppiata e Francesco sarebbe stato acclamato come un eroe progressista.

Ma invece tutti i laici rimangono fuori al freddo. E Francesco, sembra, è frustrato quanto noi. Il giorno dopo il rilascio di Querida Amazonia, il Catholic News Service ha riferito che Francesco ha detto a un gruppo di vescovi americani che era costernato per essere stato accusato di non aver mostrato coraggio. La persona da biasimare, sembra suggerire, è lo Spirito Santo.

“Il Sinodo riguarda l'azione dello Spirito Santo e il discernimento dello Spirito Santo. E se non c'è lo Spirito Santo, non c'è discernimento", ha detto l'arcivescovo Thomas Wenski di Miami in una parafrasi del Papa.

Ma io ero al Sinodo dei Vescovi per l'Amazzonia, e mi è sembrato, a me e a molti altri che ascoltavano, che lo Spirito Santo parlasse forte e chiaro, in particolare sul tema dell'emancipazione delle donne.

In ogni conferenza stampa a cui ho partecipato, sono rimasta sbalordita nel sentire non solo le donne, ma anche i sacerdoti e persino alcuni vescovi, parlare con coraggio della necessità di elevare in qualche modo le donne e di onorare la loro dignità formalizzando ed espandendo i loro ministeri.

Non dimenticherò mai le parole di Suor Roselei Bertoldo, suora missionaria del Cuore Immacolato di Maria: 

"Noi siamo la chiesa, e facciamo la chiesa", ha detto. Chiediamo di partecipare in modo più efficiente a livello decisionale. Stiamo iniziando questo cammino. Non saremo silenziose; vogliamo spazio, e stiamo iniziando a costruire quello spazio".

E il voto dei padri sinodali ha rafforzato questo desiderio. Alla fine, il voto per considerare l'ordinazione sacerdotale degli uomini sposati ha ricevuto 128 voti sì e 41 no. E la proposta di riaprire la discussione sui diaconi donne ha ricevuto 137 voti sì e 30 no.

Sono stata anche al Sinodo dei Vescovi del 2018 sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale, dove nel loro documento finale i padri sinodali hanno affermato che è un "dovere di giustizia" affrontare "la presenza delle donne negli organismi ecclesiali a tutti i livelli, anche nei ruoli di responsabilità, e la partecipazione delle donne ai processi decisionali ecclesiali, nel rispetto del ruolo del ministero ordinato".

Così l'affermazione, come quella di Mauricio López Oropeza, che l'inclusione di uomini e donne sposati nel ministero sacramentale sono in qualche modo preoccupazioni ideologiche dei cattolici occidentali, privilegiati, semplicemente non è vera. Lo chiedevano sia il clero che i laici di tutta l'Amazzonia, e queste questioni sono state sollevate nei documenti finali degli ultimi due sinodi. Se questo non è un segno dello Spirito Santo, non so cosa lo sia.

Quindi forse l'ostacolo non è lo Spirito Santo, ma piuttosto il punto cieco che Francesco ha sulle donne, un difetto che è così stridente data la visione sacramentale del mondo altrimenti notevole del Papa.

Molti progressisti sono arrivati ad amare Francesco perché egli comprende ed esprime la profonda convinzione cattolica che Dio è veramente ovunque. La sua immaginazione sacramentale traspare in Querida Amazzonia. Le sue citazioni da "Laudato Si', sulla cura della nostra casa comune" ci ricordano che la sua enciclica sull'ambiente è un capolavoro dell'immaginazione cattolica, e la sua netta preferenza per i poveri dimostra che egli vede veramente il Cristo crocifisso nel volto dei poveri e sente un Dio sofferente nelle grida degli afflitti.

Nella sua comprensione sacramentale della terra e dei poveri, Francesco mostra ciò che è vero e bello e che dà vita alla tradizione cattolica. E questo è ciò che rende le sue parole sulle donne così acutamente dolorose. La sua incapacità di vedere Dio pienamente vivo e incarnato attraverso il lavoro e il ministero delle donne si sente come un tradimento da parte di un uomo che altrimenti vede il sacramento ovunque.

Sulla scia di Querida Amazzonia, dobbiamo chiederci: perché l'immaginazione sacramentale di Papa Francesco si ferma quando si tratta di donne?

La domanda è importante perché ha un profondo impatto su come riusciremo a realizzare la giustizia per le donne, in particolare in luoghi come l'Amazzonia.

Durante una delle conferenze stampa del sinodo amazzonico, Judite da Rocha, coordinatrice nazionale del Brasile per le vittime delle dighe idroelettriche, ha fatto il collegamento tra l'idea sessista che le donne non sono uguali e il trattamento delle donne e delle terre amazzoniche.

"C'è la sensazione che gli uomini si prendano cura della Terra e le donne si prendano cura dei dettagli", ha detto da Rocha, aggiungendo che questa disparità nei ruoli di genere dà luogo a violenza domestica, molestie sessuali e sfruttamento.

Le parole di Da Rocha mi sono tornate in mente due giorni dopo l'uscita di Querida Amazonia, quando la NCR ha pubblicato il commento inquietante di Carli Pierson sugli orrori del femminicidio in Messico. Il femminicidio è "l'uccisione delle femmine da parte dei maschi perché sono femmine", ed è diventato una tale epidemia in Messico che alcuni ritengono che dovrebbe essere dichiarato un'emergenza nazionale.

Pierson dice che almeno un sacerdote, p. Alejandro Solalinde, un attivista per i diritti umani, ha fatto l'importante collegamento tra l'insegnamento della chiesa e la sofferenza delle donne. Solalinde, scrive, "si è scusato con le donne messicane che hanno subito "discriminazioni, maltrattamenti o sono state uccise". Si è anche scusato per la Chiesa cattolica, " che ha trasmesso pregiudizi patriarcali e maschilisti". "

Possa il nostro prossimo Papa essere in grado di collegare il sessismo della Chiesa alla sofferenza globale delle donne, e possa essere disposto a parlarne senza paura.

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La mia storia di vita consacrata comincia con una gravidanza in giovane età al di fuori del matrimonio. Potrebbe sembrare che in quest’incipit ci sia un ossimoro ed invece sono due realtà che convivono armoniosamente in me. Vengo da una famiglia dove l’essere donna “autonomamente organizzata” è ancora una rivendicazione ed una conquista. Dopo una convivenza ed una separazione devastanti, la mia salvezza in quei momenti e la mia rinascita nei succesivi è stata la teologia: menti illuminate di sacerdoti e religiosi mi hanno aiutata a risollevarmi, credendo fortemente nelle mie capacità. Ho avuto l'opportunità di fare diverse esperienze, ma il mio primo amore è sempre stato la vita consacrata. A 14 anni ho avuto un primo desiderio di entrare in un monastero di clausura, ma per la mia famiglia era un problema anche la mia partecipazione alla Messa domenicale; quindi non ho avuto l'opportunità di una guida costante che mi aiutasse a coltivare questo seme.

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Articolo apparto su "Noi, famiglia e vita" di Avvenire, 27 ottobre 2019

“La vita è quella cosa che ti capita addosso mentre fai altre cose”, cantava John Lennon e quanta verità in queste parole. C’è la vita sognata, la vita programmata, quella scelta e poi la vita che viviamo concretamente ed è fatta di andate, ritorni, binari già tracciati e sentieri da segnare. Sappiamo, per fede e per esperienza, che Dio ha scelto di abitare proprio quest’ultima: ha piantato la sua tenda in mezzo a noi, ben radicato nella realtà che viviamo, non nel mondo delle idee e neppure della buona volontà. ...continua a leggere "Ma se non è per sempre è senza valore?"