Prima catechista-teologa: perché la nomina ci riguarda tutte e tutti

La professoressa Serena Noceti è diventata la prima catechista istituita per il servizio come teologa alla diocesi di Firenze.

Siamo felici?

Sì, lo siamo insieme a Serena Noceti e ci congratuliamo con lei e con la Chiesa di Firenze. Di Noceti conosciamo da molti anni il valore e l’impegno nella ricerca teologica, nel tessere ponti e relazioni tra persone e culture, nel comunicare il sapere teologico in modo diffuso e accessibile, senza che ne venga sbiadita la qualità. Il suo curriculum parla da sé.

Siamo appagate?

Non possiamo esserlo perché il cammino è lunghissimo e irto di ostacoli. E il lavoro è enorme, anche se manteniamo aperta la porta della speranza vigile e attiva.

Così ben scrive Simona Segoloni, Presidente del Coordinamento Teologhe Italiane:

“È il riconoscimento non solo del servizio di lei, è anche e forse di più il riconoscimento del bisogno della chiesa di essere istruita e, non ultimo in ordine di importanza, di poter essere istruita da una donna.” E ancora:

“Non è una novità che fare teologia sia un ministero nella chiesa, ma questo non è mai stato fatto uscire dal dato di fatto: con facilità perciò nelle nostre strutture, ancora così clericali, esso scompare, assorbito dal ministro ordinato. Non importano le competenze, né la dedizione, nemmeno i bisogni ecclesiali: quello che abbiamo considerato troppo a lungo come l’unico ministero che conta si mangia tutto il resto. Piano piano ci stiamo accorgendo invece che la chiesa è tutta ministeriale, non solo perché ciascuno può fare della propria vita un ministero, ma anche perché la chiesa ha bisogno di molti e differenti ministri e ministre che la nutrano in molti differenti modi.”

E sia! Auguri, professoressa Noceti, ma ancor più auguri alla Chiesa tutta, per gli sviluppi che questo evento potrà avere, per i processi che potrà innescare.

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