Di Parola che risuona e talenti non riconosciuti

Milano, domenica 20 settembre ore 11:15, Tempio valdese di via Sforza.
Una coppia seduta nel banco davanti a me si guarda e dice: “Brava, veramente brava”. Si riferisce a Miriam Bianchi, teologa nonché socia di DplC, che ha appena terminato la sua predicazione durante il culto, invitata dalla pastora Daniela Di Carlo (alla quale va un grande ringraziamento). Miriam ha commentato l’episodio della figlia di Giairo e dell’emorroissa (Marco 5, 21-43) e l’ha fatto con grande talento.

Uscendo dal Tempio ripercorro i nodi dell’intreccio tra le storie di queste due donne che ci ha così abilmente illustrato e mi ripeto, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che per predicare non basta la conoscenza, la capacità di cogliere il messaggio e la competenza per raccontarlo; occorre quella rara dote di far risuonare nel cuore la Parola e di farla riverberare nella vita di ciascuna e di ciascuno. Ecco Miriam questa dote ce l’ha e ogni volta è una gioia scoprirlo.

Purtroppo è una gioia che si mescola ad un profondo senso di rammarico perché sarebbe proprio bello che nelle comunità cattoliche il talento di Miriam (e così delle altre che lo hanno e vogliono esprimerlo) non andasse sprecato. Abbiamo pregato anche per questo durante il culto della Chiesa valdese.
Domenica prossima, 27 settembre ore 10:45, l’esperienza si ripete con Silvia Carlini.

(Daniela Redolfi, socia)

Per vedere il sermone: https://www.youtube.com/live/TC6YWB5q8KY?si=N_QQfWoq0rQe60Q7&t=1465

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