Le dichiarazioni di Mons. Ladaria e le fragilità svelate delle donne cattoliche

Le recenti dichiarazioni di Monsignor Ladaria, Prefetto per la Congregazione della dottrina della fede, nelle quali si premura di ribadire la chiusura totale e definitiva (parole sue) all’ipotesi di ordinazione presbiterale femminile, non erano senza dubbio necessarie dal momento che la Lettera Apostolica Ordinatio Sacerdotalis di Papa Giovanni Paolo II del 1994 non lasciava già spazio a interpretazioni. Eppure si è voluto ribadire che le donne non potranno mai essere ordinate perché il genere maschile appartiene alla “sostanza del sacramento”. Perché?

Da parte di diversi teologi (vedi  http://www.cittadellaeditrice.com/munera/ladaria-e-il-sesso-femminile-teologia-dautorita-con-ratio-troppo-fragile/) sembra che la ragione sia, in realtà, la debolezza strutturale delle argomentazioni teologiche che la sostengono, ma probabilmente accanto a questa ragione c’è la crescente “rumorosità” dei movimenti femminili cattolici, ma soprattutto le proposte in vario modo di apertura che arrivano dalle conferenze episcopali latino-americane.

Come Donne per la Chiesa non abbiamo scelto di mettere la questione dell’ordinazione presbiterale delle donne tra i nostri primi obiettivi, perché riteniamo che il contributo femminile alla Chiesa sia decisamente più ampio e creativo di questo, ma non ne sottovalutiamo l’importanza, così come non sottovalutiamo il dolore delle nostre sorelle che sentono la chiamata al sacerdozio e che sono considerate visionarie o isteriche da quella stessa gerarchia che piange per la mancanza di vocazioni.

Le ragioni per le quali il sacerdozio sacramentale andrebbe concesso alle donne sono molte e trattarle in un articolo non sarebbe possibile (per approfondire consigliamo tra gli altri: J. Wijngaards, Non Eva, nemmeno Maria. L’ordinazione sacerdotale delle donne nella Chiesa Cattolica,ed. La Meridiana, Molfetta Bari, 2002), quello che qui mi preme mettere in luce è piuttosto lo sconcerto sperimentato nel vedere tante donne difendere questa evidente ingiustizia perpetrata ai danni del genere femminile. È questa alleanza delle oppresse con l’oppressore, per dirla alla Simone de Beauvoir, che rattrista e ferisce. È questa mancanza di consapevolezza della storia del femminile nella Chiesa e – prima ancora- nei Vangeli a rappresentare il volto più fragile delle donne cattoliche, quello che impedisce loro di camminare insieme e collaborare alla costruzione di una Chiesa davvero universale, nella quale figli e figlie possano vivere nell’uguaglianza donata da Gesù. Anche tra donne preparate, impegnate e attente alla vita ecclesiale, quando si tratta di andare fino in fondo e smascherare la profonda e radicale ingiustizia che è alla base di questo no alle donne prete, ci si tira indietro, ci si àncora alla tradizione come se la Chiesa non fosse mai cambiata in 2000 anni, come se si temesse che – col cadere di questa impalcatura – venisse meno l’intero edificio. In ultima analisi come se il nucleo della fede non fosse la morte e risurrezione di Cristo, ma una casta sacerdotale piramidale maschile.

È comprensibile, perché andare al cuore del problema spaventa e in fondo è più semplice lamentarsi dell’autoritarismo del parroco piuttosto che ricordargli che siamo tutti sacerdoti nel Battesimo e che è piuttosto inverosimile che le diseguaglianze cancellate nel Battesimo tornino così dirimenti nell’Ordinazione, ma – appunto – è comprensibile. Per questo sappiamo che il lavoro da fare è tanto e l’obiettivo finale per noi continua a non essere l’ordinazione presbiterale femminile, quello è solo uno dei tanti passi da compiere e non per il bene delle donne, ma per la Chiesa tutta. L’obiettivo è che diventi carne viva la Parola: “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”.

 

 

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Un commento

  1. Il patriarcato religioso è una tragedia culturale che sta diventando un travestimento dottrinale e una disgrazia pastorale. La successione apostolica non dipende dalla mascolinità. Abbiamo bisogno di donne sacerdote e donne vescovi.

    Preghiere,
    Luis

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